USA. DPIC, ‘NASCOSTE ALLE GIURIE INFORMAZIONI DETERMINANTI’
la selezione dei giurati nei processi capitali negli Usa non avviene in base a criteri accettabili, inoltre alle giurie popolari non vengono forniti sufficienti elementi per decidere sulla vita o la morte degli imputati.
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la selezione dei giurati nei processi capitali negli Usa non avviene in base a criteri accettabili, inoltre alle giurie popolari non vengono forniti sufficienti elementi per decidere sulla vita o la morte degli imputati.
EÈ quanto emerge da un rapporto del Death Penalty Information Center (Dpic), intitolato “Giustizia Cieca: Giurie che Decidono sulla Vita e la Morte con Solo Mezza Verità”, che analizza il ruolo svolto in questi anni dalle giurie nei processi capitali.
Secondo il Dpic, nella selezione dei giurati vengono spesso escluse persone appartenenti a gruppi ritenuti meno favorevoli alla pena capitale, come le donne ed i neri. Vengono escluse anche persone con credi religiosi contrari alla soppressioni della vita.
Secondo i ricercatori, le giurie non sono adeguatamente rappresentative della mentalità comune e le procure non presentano abbastanza elementi da permettere ai giurati popolari di esprimersi sulla colpevolezza dell’imputato''oltre ogni ragionevole dubbio''.
Dal 2000 ad oggi, riporta il Dpic, sono 37 le persone liberate dai bracci della morte perche' risultate innocenti dopo la condanna: tra queste, 23 (62%) erano legate a casi in cui giurie erano state informate in modo inadeguato.
EÈ quanto emerge da un rapporto del Death Penalty Information Center (Dpic), intitolato “Giustizia Cieca: Giurie che Decidono sulla Vita e la Morte con Solo Mezza Verità”, che analizza il ruolo svolto in questi anni dalle giurie nei processi capitali.
Secondo il Dpic, nella selezione dei giurati vengono spesso escluse persone appartenenti a gruppi ritenuti meno favorevoli alla pena capitale, come le donne ed i neri. Vengono escluse anche persone con credi religiosi contrari alla soppressioni della vita.
Secondo i ricercatori, le giurie non sono adeguatamente rappresentative della mentalità comune e le procure non presentano abbastanza elementi da permettere ai giurati popolari di esprimersi sulla colpevolezza dell’imputato''oltre ogni ragionevole dubbio''.
Dal 2000 ad oggi, riporta il Dpic, sono 37 le persone liberate dai bracci della morte perche' risultate innocenti dopo la condanna: tra queste, 23 (62%) erano legate a casi in cui giurie erano state informate in modo inadeguato.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 17/10/2005)
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