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| Fabiola, Anastasia, e la 'casetta' |
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ITALIA - Suor Fabiola a Velletri
8 febbraio 2026: Ci sono storie che a volte scivolano via senza lasciare un segno. E poi arrivano volti e voci che di quelle storie sono il terreno vitale per la ricomposizione di fratture invisibili delle nostre comunità.
Suor Maria Fabiola Catalano, per tutti Suor Fabiola, da sempre amica di Caino, quest’anno compie 60 anni nell’ordine delle Orsoline di San Carlo. Gli ultimi 40 dedicati a visitare i carcerati e le loro famiglie, senza trascurare le missioni in terra santa come attenta consigliere del Cardinal Carlo Maria Martini.
Attraverso i suoi occhi vediamo la vita dei meno fortunati e soprattutto dei più fragili, degli ultimi che portano il peso e spesso lo stigma di scelte di vita di cui non hanno colpa. I figli dei detenuti, dei bambini che amano i loro genitori senza giudicare e senza chiedere nulla se non il loro abbraccio e quell’amore che ogni bambino desidera e a cui si aggrappa, soprattutto quando la vita lo chiama ad essere adulto molto prima che abbia gli strumenti per capire e poter sopportare assenza, giudizi e situazioni difficili come lo è la struttura di un carcere.
Suor Fabiola, leggermente rallentata dall’età, non può più fare i 10.000 giri per tenere i rapporti tra detenuti e avvocati, detenuti e familiari, detenuti e giudici di sorveglianza, ha cambiato “missione”. Ora aspetta i figli piccoli dei detenuti che vanno a colloquio, e cerca di rendere meno traumatica possibile la fila che devono fare, e tutte le procedure di ingresso.
Nel carcere di Velletri, assieme ad altri volontari dell’associazione “Un Giorno Nuovo”, mette tutta la sua esperienza, il suo impegno, e anche la fantasia per stemperare le inevitabili macchinosità e durezze della burocrazia carceraria. Hanno creato una “casetta”, che tecnicamente viene chiamata “casa modulare interna”, dove i bambini trovano compagnia, accoglienza, una merenda, colori e carta per disegnare, e piccoli regali da portar via.
La struttura, ideata dall’associazione e condivisa dalla sensibilità del personale educativo e penitenziario, è stata realizzata grazie a una legge regionale del 2007 che dispone che strutture del genere vengano allestite in tutte le carceri. Fabiola si è occupata di Velletri, ma la sua esperienza è simile a molte altre.
Il 10 novembre 2025 Suo Fabiola ha visto l’inaugurazione della casa modulare interna alla presenza del garante regionale dei detenuti Stefano Anastasia, dell’equipe penitenziaria e dell’area educativa. Il lavoro di cura che viene svolto in questa struttura è ispirato al pensiero che i minori di oggi saranno gli adulti di domani, e che lo stigma che già pesa sui genitori non deve passare su di loro.
La spazio si aggiunge a realtà cresciute anche in altre regioni come Piemonte Lombardia Marche Campania Calabria e Sicilia chiamati “spazi gialli”.
Il nuovo spazio del Lazio a Velletri non ha ancora un nome ma la fantasia e la voglia di costruire spazi di riconciliazione non manca.
Fabiola, non paga dell’attività dell’associazione nell’area colloqui, organizza gite e occasioni di socialità per i bambini anche all’esterno. Da poco hanno animato insieme le festività natalizie e la Befana, ora è in preparazione il Carnevale, con maschere, costumi e stelle filanti per tutti i bambini, e poi si proseguirà con la Pasqua, e via via tutto l’anno.
Ogni occasione è buona per cercare di creare un minimo di serenità, per quel poco che può essere fatto, è investimento sul futuro di tutti, dentro o fuori dal carcere.
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