 |
 |
| IRAN - Protest Day 15 (Hrana) |
|
IRAN - Rapporto Hrana sul 15° giorno di proteste: forte aumento delle vittime umane
15 febbraio 2026: 11/01/2026 - IRAN. Rapporto Hrana sul 15° giorno di proteste: Forte aumento delle vittime umane
Secondo gli ultimi dati di HRANA, è stata confermata la morte di 544 persone durante le proteste, e decine di altri casi sono ancora in fase di revisione. Più di 10.681 persone sono state trasferite in prigione dopo essere state arrestate. Le proteste hanno avuto luogo in 585 luoghi in tutto il Paese, in 186 città e in tutte le 31 province. Nel quindicesimo giorno di proteste nazionali in Iran, HRANA ha ricevuto una nuova ondata di dati e documentazione visiva nelle ultime 24 ore. Questo avviene nel contesto di un blocco di internet che è in atto dal tredicesimo giorno, interrompendo gravemente la raccolta e la verifica indipendente delle informazioni. Questi dati, in particolare la documentazione visiva e le prove relative alle strutture di detenzione dei cadaveri intorno a Teheran, hanno aiutato molto il processo di verifica e indicano che il bilancio delle vittime è molto più alto e che la repressione è stata condotta su una scala molto più ampia. Allo stesso tempo, la narrazione ufficiale del governo è diventata sempre più dura e securizzata, con i funzionari che attribuiscono la responsabilità a “terroristi” e “rivoltosi armati”.
La chiusura di Internet e il suo impatto sull'accesso alle informazioni La chiusura di Internet è entrata nel suo terzo giorno, aumentando le preoccupazioni per la “grave repressione”. NetBlocks ha riferito che la connettività dell'Iran verso il mondo esterno rimane a circa l'1% dei livelli normali, una situazione che ha effettivamente ridotto al minimo l'accesso del pubblico alle informazioni e la capacità delle persone di comunicare tra loro. In questo contesto, la Missione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha chiesto al Governo iraniano di ripristinare immediatamente la connettività internet e mobile e di porre fine alla “repressione violenta”. La missione ha anche espresso preoccupazione per le informazioni che indicano che il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale ha dato istruzioni alle forze di sicurezza di effettuare la repressione in modo “deciso e sfrenato”.
Riassunto statistico di HRANA fino all'11 gennaio In base agli ultimi dati aggregati e verificati di HRANA, le proteste hanno avuto luogo in 585 località a livello nazionale, tra cui 186 città in tutte le 31 province. A partire da questa data: - 47 membri delle forze militari/di polizia sono stati uccisi. - 1 non civile affiliato al governo (un procuratore) è stato ucciso. - 483 manifestanti sono stati uccisi. - 8 minori (sotto i 18 anni) sono stati registrati tra i morti (non inclusi nelle cifre precedenti). - 5 persone sono state uccise come cittadini civili non manifestanti. Di conseguenza, il numero totale di vittime confermate ha raggiunto finora le 544 unità. Inoltre, HRANA ha ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi che rimangono sotto indagine. Nell'area degli arresti, con l'accesso a nuovi dati provenienti da diverse prigioni (come luoghi di trasferimento dei detenuti delle recenti proteste), il numero di detenuti confermati è stato finora registrato a 10.681. Inoltre, 96 casi di confessioni forzate da parte di detenuti sono stati trasmessi dai media statali o da organi vicini al governo.
Dati chiave oggi: Prove visive e “concentrazione di corpi” in un unico luogo Lo sviluppo più significativo delle ultime 24 ore è stata la diffusione di video e informazioni relative alla detenzione di corpi presso l'Organizzazione di Medicina Legale di Kahrizak e/o strutture affiliate all'Organizzazione di Medicina Legale di Teheran. Questi video hanno sia aumentato la preoccupazione dell'opinione pubblica sul numero di morti, sia rafforzato in modo significativo la capacità delle organizzazioni per i diritti umani di verificare i casi di morte. I video diffusi mostrano un “gran numero di corpi” presso la struttura di Medicina Legale di Kahrizak. In questi video, si vedono le famiglie che identificano i corpi e, in base alle informazioni visibili in alcuni filmati, il numero di corpi può essere stimato fino a circa 250. Nei video pubblicati, si vedono molti cittadini identificare i loro cari tra i corpi. In un passo significativo, l'emittente statale IRIB ha anche pubblicato un rapporto video da un “grande magazzino” in cui sono visibili numerosi corpi; tuttavia, la narrazione ufficiale ha attribuito le uccisioni ai “manifestanti”. Questo rapporto è stato rilasciato dopo che un filmato precedente (ricevuto da HRANA la sera del 10 gennaio) aveva mostrato la concentrazione di decine di corpi senza vita in un grande capannone e la presenza di famiglie che li cercavano e li identificavano, un'indicazione dell'entità delle vittime durante la repressione. Questa sovrapposizione di prove (video non ufficiali, rapporti dei media e, in ultima analisi, una riflessione limitata nei media statali), insieme ad altra documentazione non pubblica ricevuta da HRANA, è proprio ciò che ha portato oggi ad una “impennata statistica” e ha accelerato il processo di revisione dei casi per gli organismi di monitoraggio e per i diritti umani.
La narrativa ufficiale del Governo e l'intensificazione della retorica sulla sicurezza A livello di posizioni ufficiali, la sera di domenica 11 gennaio, il Governo iraniano ha dichiarato “tre giorni di lutto pubblico” e, senza fare riferimento al ruolo delle forze di sicurezza, ha attribuito le morti dei manifestanti e del personale di sicurezza a “criminali terroristi urbani”, paragonando persino la violenza all'ISIS. Inoltre, il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un'intervista televisiva, ha descritto i manifestanti come “terroristi”, ha chiesto un'azione ‘decisa’ da parte delle forze di sicurezza e ha affermato che i manifestanti stavano “prendendo ordini” dagli Stati Uniti e da Israele. Questo inquadramento è emerso in concomitanza con numerosi rapporti e immagini che circolano sui social media e che mostrano la violenza e gli spari diretti contro i manifestanti. In questo contesto, sono stati pubblicati anche rapporti che indicano che il Governo sta cercando di presentare una narrazione alternativa su come sono state uccise le vittime, comprese le affermazioni che una “parte significativa” delle persone uccise è morta a causa di armi da taglio, o che i colpi sono stati sparati da una “distanza molto ravvicinata”, ma non dalle forze di sicurezza, affermazioni che, se viste insieme alle immagini pubblicate che mostrano ferite da proiettile su alcuni corpi, richiedono un esame più attento e una verifica indipendente.
Indicatori sul campo: Rapporti limitati ma preoccupanti Nonostante l'interruzione di Internet, alcuni rapporti sul campo da Teheran continuano ad essere trasmessi attraverso canali alternativi. Oltre a sottolineare la continuazione delle proteste in alcune aree, questi rapporti confermano che i messaggi di testo e altri metodi di comunicazione, persino i telefoni fissi, sono completamente tagliati in molte zone a partire dalle 20.00. Oggi sono stati ricevuti anche dei video di proteste a Teheran e Bandar Abbas, in cui si sente chiaramente il rumore degli spari.
Reazioni internazionali nelle ultime 24 ore A livello internazionale, è stata riportata una serie di posizioni e consultazioni in risposta alla situazione in Iran: La missione d'inchiesta delle Nazioni Unite (che opera nell'ambito dei meccanismi del Consiglio per i Diritti Umani) ha chiesto l'immediato ripristino dell'accesso a Internet e la fine della repressione violenta, e ha espresso preoccupazione per gli ordini di repressione “senza ritegno” emessi dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Amnesty International, pubblicando un'“azione urgente”, ha chiesto la presentazione di prove visive e informazioni dettagliate sulle vittime, affermando che l'obiettivo è quello di compilare una documentazione legale per informare la comunità internazionale sui crimini in corso contro i manifestanti. Il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano ha riferito che Marco Rubio ha avuto colloqui con la sua controparte francese in merito all'Iran, anche se i dettagli della discussione non sono stati resi pubblici. Secondo un rapporto del Wall Street Journal, Donald Trump dovrebbe incontrare i membri senior della sua amministrazione per discutere “opzioni specifiche” per rispondere agli sviluppi in Iran, incluse opzioni come sanzioni aggiuntive, misure informatiche e la considerazione di fornire l'accesso a Starlink. Il Segretario di Stato britannico per i Trasporti ha descritto l'Iran come uno “Stato ostile e repressivo”, sottolineando la necessità di “contenere la violenza” ed evidenziando la prospettiva di una “transizione pacifica”. Inoltre, i ministri degli Esteri di Australia, Canada e Unione Europea, in una dichiarazione congiunta, hanno lodato il “coraggio del popolo iraniano” e hanno dichiarato il loro sostegno alle richieste dei manifestanti.
In conclusione Il 15° giorno di proteste è trascorso in mezzo a continui blocchi di internet e a diffuse interruzioni della comunicazione che hanno sistematicamente limitato la capacità di diffusione delle informazioni e la documentazione. Tuttavia, il rilascio di video relativi all'Organizzazione di Medicina Legale Kahrizak e la loro successiva riflessione in un servizio della televisione di Stato hanno segnato una svolta e, in pratica, hanno accelerato il processo di verifica e il completamento dei casi di morte. Allo stesso tempo, la dichiarazione di lutto pubblico da parte del Governo e l'attribuzione della violenza ai “terroristi”, insieme all'esplicita etichettatura dei manifestanti come “terroristi” da parte del Presidente, hanno rivelato chiari segni di un approccio di sicurezza intensificato e di sforzi per gestire la narrazione. A livello internazionale, sono continuate le pressioni per ripristinare l'accesso a Internet e fermare la repressione, in particolare da parte dei meccanismi delle Nazioni Unite e delle organizzazioni per i diritti umani, così come le consultazioni e le posizioni ufficiali dei governi.
https://www.en-hrana.org/day-fifteen-of-irans-nationwide-protests-sharp-rise-in-human-casualties/ (Fonte: Hrana)
|