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| IRAN - Political Prisoners on Death Row (IranHRM) |
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IRAN - Rapporto sui prigionieri politici nel braccio della morte
19 marzo 2026: 19/03/2026 - IRAN. Rapporto esclusivo sui prigionieri politici nel braccio della morte e sulle recenti vittime in Iran
L’esecuzione come arma politica Mentre il mondo si muove verso l’abolizione della pena di morte, la Repubblica Islamica dell’Iran continua a utilizzare l’“esecuzione” come strumento di repressione più estremo e irreversibile contro gli oppositori politici. Il presente rapporto contiene un elenco documentato dei prigionieri politici in attesa di esecuzione. Al di là delle loro appartenenze etniche o ideologiche, questi individui sono vittime di un sistema che sacrifica il “diritto alla vita” per la propria sopravvivenza politica. Avvertenza: tutte le sentenze presenti in questo elenco sono state emesse attraverso processi giudiziari privi degli standard minimi di un “processo equo”, come previsto dall’articolo 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).
Esecuzioni dall’infanzia alla vecchiaia: violazione sistematica della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dei diritti umani fondamentali La magistratura iraniana ha ignorato i limiti di età e i propri obblighi internazionali nell’emettere condanne a morte. La fascia d’età dei condannati indica una “repressione cieca”: - Minori imputati: Il caso scioccante di Soleiman Shahbakhsh, arrestato all’età di 12 anni e successivamente condannato a morte, costituisce una prova della grave violazione da parte dello Stato sovrano della Convenzione sui diritti dell’infanzia. - Gli anziani: La presenza di persone di età fino a 70 anni in questo elenco dimostra che la macchina delle esecuzioni non mostra alcuna considerazione umana o giuridica, nemmeno nei confronti degli anziani.
Discriminazione sistematica: le minoranze etniche e religiose nel mirino L’elenco dei condannati a morte è lo specchio della doppia repressione nelle regioni emarginate dell’Iran. L’elevata frequenza di nomi provenienti dalle province del Sistan e Baluchistan, del Kurdistan e del Khuzestan rivela l’uso strumentale delle accuse di sicurezza per mettere a tacere le rivendicazioni etniche. - Accuse ricorrenti: “Baghi” (ribellione armata contro lo Stato) e “Moharebeh” (inimicizia contro Dio) sono etichette standard utilizzate contro attivisti curdi, baluchi e arabi per dipingere le loro attività civili come atti “terroristici”.
Anatomia delle accuse: inquadramento giudiziario in un vuoto giuridico La maggior parte delle persone presenti in questo elenco deve affrontare accuse “elastiche” e vaghe, prive di definizioni giuridiche precise, che consentono un’interpretazione giudiziaria arbitraria: - Efsad-fel-Arz (Corruzione sulla Terra) e Moharebeh: spesso basate su confessioni estorte sotto tortura. - Spionaggio e collaborazione con Stati ostili: un’etichetta utilizzata per eliminare oppositori politici e attivisti dell’opposizione senza la presentazione di un singolo documento fisico o digitale credibile. - Mancanza di trasparenza: i procedimenti si svolgono a porte chiuse nei “Tribunali Rivoluzionari” senza il diritto di avvalersi di un avvocato indipendente durante la fase delle indagini preliminari.
La geografia della repressione: centri carcerari critici I condannati a morte sono sparsi in tutto il Paese, ma la concentrazione in specifiche prigioni ha trasformato queste strutture in “Camere d’attesa della tortura”: - Evin e Qezel Hesar (Teheran/Karaj): i principali centri per le esecuzioni politiche e ideologiche. - Urmia, Vakilabad (Mashhad) e Sepidar (Ahvaz): centri da cui sono giunte terribili notizie di torture fisiche e psicologiche volte a estorcere confessioni.
Repressione di genere: le donne nel braccio della morte L’emissione di condanne a morte nei confronti di donne come Zahra Shahbaz Tabari con l’accusa di appartenenza a gruppi di opposizione segna una nuova fase nella repressione delle attiviste. Emettendo condanne a morte per le donne, il regime cerca di spezzare le prime linee delle proteste sociali che sono state il catalizzatore del cambiamento in Iran negli ultimi anni.
Violazione sistematica delle leggi nazionali e internazionali in un clima di impunità A) Violazioni del diritto internazionale: - Articolo 6 (ICCPR): Il diritto intrinseco alla vita e il divieto di esecuzione in assenza di un processo equo. - Articolo 7 (ICCPR): Divieto di tortura e trattamenti inumani (durante gli interrogatori e l’attesa dell’esecuzione). - Articolo 37 della Convenzione sui diritti dell’infanzia: Divieto assoluto della pena di morte per le persone che avevano meno di 18 anni al momento del presunto reato. - Articolo 14 (ICCPR): Violazione del diritto di avvalersi di un avvocato indipendente e di un tribunale competente e imparziale. B) Violazioni del diritto nazionale (Iran): - Articolo 38 della Costituzione: Divieto di qualsiasi forma di tortura finalizzata all’ottenimento di confessioni (che costituisce la base della maggior parte di queste condanne a morte). - Articolo 5 del Codice Penale Islamico: Requisito di proporzionalità tra reato e pena. - Articolo 4 del Codice di Procedura Penale: La presunzione di innocenza, che viene completamente ignorata nei Tribunali Rivoluzionari.
Richieste e Appello Urgente all’Azione L’esecuzione sotto la Repubblica Islamica è un crimine organizzato dallo Stato. Iran HRM invita Mai Sato, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite, e tutte le organizzazioni per i diritti umani a intraprendere le seguenti azioni: La cessazione della macchina delle esecuzioni in Iran non è solo una richiesta legale; è uno sforzo per impedire una diffusa “epurazione politica”. Il silenzio della comunità internazionale riguardo a questo elenco è un tacito avallo delle uccisioni sponsorizzate dallo Stato. È ora che il governo iraniano affronti gravi conseguenze internazionali punitive per aver utilizzato la “morte” come strumento di governo. - Pressione diplomatica: Fermare immediatamente la macchina delle esecuzioni in Iran. - Esame dei casi: Invio di missioni di monitoraggio per indagare sui procedimenti giudiziari dei prigionieri politici condannati a morte. - Porre fine all’impunità: Procedimento penale nei confronti dei giudici che emettono sentenze di morte nel quadro della giurisdizione universale.
Appendice: Elenco dei nomi Parte prima: Elenco dei prigionieri politici e ideologici in attesa di esecuzione
A) Arrestati delle proteste nazionali del gennaio 2026 - Amiri, Erfan - Biglari, Mohammad Amin - Tabari, Mohammad Reza - Hatami, Amir Hossein - Hosseini-Pour Hesarlou, Ehsan - Rajaeifar, Yaser - Zohdi, Shahab - Salehi Siavashani, Abolfazl - Abbasi, Mohammad - Fahim, Ali - Karimi, Abolfazl - Mohammadi, Matin - Vahed-Parast Kalour, Shahin
B) Altri prigionieri politici e ideologici condannati a morte - Aghal, Omran - Ahmadi, Yousef - Eslam-Zehi, Nasimeh - Etemadifar, Farshad - Afrashteh, Ehsan - Ozdemir, Hatem - Baranzehi, Farhad - Bekrzadeh, Nasser - Bani-Amerian, Vahid - Beigzadeh Babamiri, Rezgar - Tabaari Moghaddam, Omid - Taghavi Sang-Dehi, Seyyed Mohammad - Jame’i (Bavi), Massoud - Jalali, Ahmadreza - Hassanzehi, Farshid - Khojasteh, Karim - Daneshvarkar, Akbar (Shahrokh) - Davarshenas (Mousavi), Malek - Deris, Abbas - Zeleh, Ramin - Zeineddini, Mohammad - Soltani, Pejman - Soleimani, Mohammad Mehdi - Shahi, Nima - Sharifi, Mehdi - Shahbaz Tabari, Zahra - Shahbakhsh, Soleiman - Shahbakhsh, Abdolghani - Shahbakhsh, Eido - Sheikh-Ma’roufi, Raouf - Salehi, Kaveh - Abdali (Daghagheleh), Reza - Abdollahzadeh, Mehrab - Obeidavi, Ali - Azizi, Pakhshan - Alipour, Babak - Eidmohammadi, Issa - Faraji, Mohammad - Farah-Avar Gisavandani, Amin - Farid, Mehdi - Faridi, Ehsan - Fallah, Manouchehr - Ghassemi, Souran (Ali) - Ghobadi Bistooni, Pouya - Ghorbani Mishani, Afshin - Ghanbarzehi Gorgij, Abdolrahim - Kabdani, Yasin - Karim-Pour, Yaghoub - Koushki, Abdolamir - Moradi, Varisha - Mardasi (Hamidavi), Alireza - Montazer, Seyyed Abolhasan - Mohnapour, Morteza - Naroui, Adham - Naroui, Mohammad Darvish - Nourmohammadi, Armin - Vafaei Thani, Mohammad Javad - Validi, Hamed - Hassan (Cognome sconosciuto)
Parte seconda: Elenco delle esecuzioni politiche nell'anno 1404 (2025-2026) - Shakeri, Farhud - Gorgij, Abdolhakim Azim - Fadaei Nasab, Malek Ali - Gorgij, Abdolrahman - Hosseini-Nejad Heydaranlou, Hamid - Kurkur, Mojahed (Abbas) - Ehsani Eslamlou, Behrouz - Hassani, Mehdi - Khanfari, Moein - Deris, Habib - Majdam, Ali - Mohammadi Khiyareh, Saman - Moghaddam, Mohammad Reza - Mousavi Al-Boshokeh, Seyyed Salem - Mousavi Ghobishavi (Al-Boshokeh), Seyyed Adnan - Sheikhi, Arsalan
(per altri dettagli, consultare: https://iran-hrm.com/2026/03/19/political-prisoners-death-row-recent-victims-iran/)
https://iran-hrm.com/2026/03/19/political-prisoners-death-row-recent-victims-iran/ (Fonte: Iran HRM)
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