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IRAN - La famiglia continua a cercare la tomba di Hamid Hossein-Nejad Heidranlou
20 aprile 2026: 20/04/2026 - IRAN. A un anno dall’esecuzione, la famiglia continua a cercare il luogo di sepoltura di Hamid Hossein-Nejad Heidranlou
La famiglia di Hamid Hossein-Nejad Heidranlou sta ancora cercando il luogo di sepoltura del proprio figlio; la mancata consegna dei corpi dei detenuti giustiziati continua a essere utilizzata come strumento di pressione e tortura psicologica
Iran Human Rights Society, domenica 19 aprile 2026 – A un anno dall’esecuzione di Hamid Hossein-Nejad Heidranlou, la sua famiglia non è ancora a conoscenza del luogo in cui è stato sepolto il suo corpo. Ciò avviene mentre alcune segnalazioni indicano che la mancata consegna dei corpi dei detenuti politici giustiziati, come pratica continuativa, si è trasformata in uno strumento per esercitare pressione psicologica sulle famiglie.
Chi era Hamid Hossein-Nejad e come è stato giustiziato? Hamid Hossein-Nejad Heidranlou, nato il 30 Shahrivar 1364 nel villaggio di Segrik, nei sobborghi di Chalderan, era sposato e padre di tre figli. È stato condannato a morte sulla base di un caso costruito dalle istituzioni di sicurezza in circostanze in cui non ha goduto di un processo equo. La sentenza di esecuzione di questo detenuto politico è stata eseguita sabato 19 aprile 2025 in un luogo sconosciuto a Urmia. La sentenza è stata eseguita senza alcuna notifica trasparente e nel silenzio dei media, e la sua famiglia è rimasta all’oscuro dei dettagli dell’esecuzione.
Nessuna notizia sul luogo di sepoltura; un anno di attesa per una risposta Ora, a un anno dall’esecuzione della sentenza, le autorità continuano a rifiutarsi di fornire qualsiasi informazione sul luogo di sepoltura del corpo di Hamid Hossein-Nejad Heidranlou. Questa situazione ha gettato la sua famiglia in uno stato di incertezza e confusione. La famiglia di questo detenuto giustiziato sta cercando da mesi qualsiasi traccia del luogo di sepoltura, ma non ha ricevuto alcuna risposta chiara. Questa mancanza di notizie è diventata una delle loro principali preoccupazioni.
Qual è stata l’ultima visita e quali sono state le dichiarazioni contraddittorie delle autorità? La famiglia di Hamid Hossein-Nejad Heidranlou è riuscita ad avere un’ultima visita di pochi minuti con lui venerdì 18 aprile 2025. Dopo questa visita, si sono radunati davanti alla prigione di Urmia e hanno chiesto il riesame del caso e l’annullamento della sentenza. Allo stesso tempo, le autorità hanno rilasciato dichiarazioni contraddittorie. Il direttore della prigione di Urmia ha annunciato che l’Amministrazione dei Servizi di Intelligence aveva preso in carico questo detenuto e non disponeva di informazioni sul luogo della sua detenzione, mentre il procuratore di Urmia ha affermato di non aver firmato la sentenza di esecuzione e che il caso sarebbe stato riesaminato. Queste contraddizioni hanno accresciuto le ambiguità del caso.
La mancata consegna dei corpi è diventata una prassi? I rapporti indicano che dall’inizio dell’anno in corso, il 2026, sono stati giustiziati almeno diversi detenuti politici, tra cui Vahid Bani-Amirian, Mohammad Taghavi, Babak Alipour, Pouya Ghabadi, Abolhassan Montazer e Akbar Daneshvar Kar, nonché quattro delle persone arrestate durante le proteste nazionali del 2025: Amirhossein Hatami, Mohammad Amin Biglari, Shahin Vahed-Parast e Ali Fahim, sono stati giustiziati. Anche in questi casi, i corpi non sono stati consegnati alle famiglie e non sono state fornite informazioni chiare sui luoghi di sepoltura. Questa tendenza ha accresciuto le preoccupazioni riguardo alla sorte degli altri detenuti.
Qual è il contesto storico della mancata consegna dei corpi dei detenuti? La mancata consegna dei corpi dei detenuti politici giustiziati ha una lunga storia e si è ripetuta molte volte negli ultimi decenni. Anche in casi come quelli di Mehdi Hassani e Behrouz Ahsani, i corpi non sono stati consegnati alle famiglie. Anche durante il massacro dei detenuti politici del 1988, molti dei giustiziati furono sepolti in fosse comuni o in luoghi sconosciuti e le famiglie non vennero mai a conoscenza dei luoghi di sepoltura. Questa storia dimostra che tale azione fa parte di una politica ricorrente.
Quali effetti ha l’occultamento dei corpi sulle famiglie? L’occultamento del luogo di sepoltura dei detenuti giustiziati non si limita solo al momento dell’esecuzione della sentenza, ma funge da strumento di pressione continua sulle famiglie. Questa pratica priva le famiglie del diritto di piangere i propri cari e di celebrare cerimonie funebri. Le conseguenze psicologiche di questa situazione possono protrarsi per anni. I rapporti dimostrano che alcune famiglie hanno subito gravi danni a causa delle pressioni psicologiche derivanti da questa mancanza di notizie e, in alcuni casi, hanno persino perso la vita. Per questo motivo, tale pratica è considerata una forma di tortura psicologica.
Qual è l’obiettivo della campagna “Dove sono i corpi?” In risposta al persistere di questa tendenza, è stato lanciato un appello intitolato “#Dove sono i corpi?”. Questa campagna è stata avviata con l’obiettivo di individuare i luoghi di sepoltura dei detenuti giustiziati e di registrare le denunce delle famiglie. Questa iniziativa mira a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione delle famiglie che sono state private della possibilità di conoscere la sorte dei propri cari e che attendono ancora una risposta.
Violazione dei diritti delle famiglie per la mancata consegna dei corpi dei detenuti giustiziati La mancata consegna del corpo di Hamid Hossein-Nejad e di altri detenuti giustiziati ha posto le famiglie in uno stato di incertezza e sofferenza continua ed è riconosciuta come una forma di tortura psicologica e una chiara violazione dei diritti umani.
https://en.iranhrs.org/one-year-after-execution-family-still-searches-for-hamid-hossein-nejad-heidranlou-burial-site/ (Fonte: Iran HRS)
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