Anno
Ultime notizie
Archivio notizie
Azioni in corso
Archivio azioni
Campagne in corso
Archivio campagne

RAPPORTO DEL SECONDO FORUM ANNUALE DELL'UE SULLA PENA DI MORTE IN ZAMBIA

RISOLUZIONE ONU 2012
RISOLUZIONE ONU 2010

DICHIARAZIONE DI LIBREVILLE

Organi Dirigenti
Dossier Iraq 2003

Le sedi
DICHIARAZIONE DI COTONOU 2014

I video
RISOLUZIONE ONU 2014

Adesioni Comuni, Province, Regioni

BILANCI DI NESSUNO TOCCHI CAINO

La campagna per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali
DOSSIER GIAPPONE

DONA IL 5x1000 A NESSUNO TOCCHI CAINO
DOSSIER IRAN

FIRMATARI APPELLO ALLE NAZIONI UNITE

DEDUCIBILITA' FISCALE


Appello dei PREMI NOBEL
RISOLUZIONE ONU 2007
DOSSIER LIBIA
DOSSIER USA 2011
Abbiamo fatto
RISOLUZIONE ONU 2008
DOSSIER PENA DI MORTE 2008
VIDEO MISSIONE IN CIAD
Le pubblicazioni
RISOLUZIONE DELLA CONFERENZA DI KIGALI 2011

DOSSIER MORATORIA
DOSSIER COMMERCIO LETALE
DICHIARAZIONE FINALE DELLA CONFERENZA DI FREETOWN 2014
Gli obiettivi

L'AUTENTICA STORIA DEL 'TERRORISTA' SERGIO D'ELIA

Acquista il rapporto di Nessuno tocchi Caino

Contributi artistici

Contattaci
Organi Dirigenti
Newsletter
Iscriviti a NTC
Acquista le pubblicazioni
Forum utenti
Scarica l'appello per la moratoria

‘FANATICI’ CONTRO ‘INFEDELI’, LA SOMALIA RIDOTTA A CIMITERO

15 giugno 2024:

Sergio D’Elia su L'Unità del 15 giugno 2024

Nel Paese più armato, protetto e assistito al mondo, la violenza è all’ordine del giorno, la legge e l’ordine non esistono, la vita non vale niente. Se uno chiede: in Somalia, chi sono i “cattivi” e chi sono i “buoni”, la risposta scontata è: da una parte ci sono gli Al-Shabaab, i fanatici della “legge di Dio” che lottano senza tregua e senza pietà contro gli infedeli; dall’altra ci sono i militari che li combattono in modo eguale e contrario, senza tregua e senza pietà, in nome di Dio e delle Nazioni Unite, della pace e della sicurezza internazionali. Le parti sembrano inconciliabili, solo la pena di morte – quella sommaria e quella legale, quella giudiziaria e quella extra-giudiziaria – li accomuna.
Gli Al-Shabaab sono più teatrali. Quando devono punire i “nemici di Allah” chiamano a raccolta i “fedeli” al centro del villaggio. Centinaia di residenti sono convocati con gli altoparlanti e assistono allo spettacolo della “morte all’infedele”. La scena è sempre la stessa. Un sedicente giudice del tribunale della sharia non pone tempo in mezzo tra il dire e il fare giustizia: accusa, condanna e decreta l’esecuzione del malcapitato che è stato già legato al palo. Dopo l’esecuzione, gli Al-Shabaab seppelliscono le loro vittime in luoghi chiamati, per l’appunto, “cimiteri degli infedeli”. Questà è la fine che fanno i cristiani e gli apostati dell’Islam, ladri e rapinatori, i maghi e le streghe, gli adulteri e i sodomiti, e le spie di ogni tipo: al servizio del governo somalo, della forza militare dell’Unione Africana, della CIA e dell’MI6 inglese.
I militari somali rispondono a specchio, con una logica e una violenza pari a quelle dei loro nemici. Anche i loro tribunali sono da giustizia sommaria e non vanno molto per il sottile. Certo, esiste un lasso di tempo che intercorre tra la sentenza e l’esecuzione, ma la velocità con cui le condanne a morte sono eseguite impedisce comunque agli imputati di presentare ricorso in appello e al Presidente di esaminare una possibile istanza di grazia o commutazione della pena.
Anche la comunità internazionale ha espresso la propria preoccupazione per il “frettoloso” procedimento giudiziario che ha portato a decine di esecuzioni.
I tribunali dei “buoni” non si occupano solo dei “cattivi”, operano ad ampio spettro.
Non processano solo combattenti di Al-Shabaab, soldati disertori e accusati di reati militari, ma anche soldati, poliziotti e civili accusati di reati comuni. La giustizia militare è meno teatrale di quella coranica.
Gli spettatori sono uomini in divisa, funzionari statali e amministratori locali. Il patibolo è ridicolo: pali di legno conficcati nella sabbia fanno da treppiedi a un palo più alto dove il condannato è legato come un salame. Lo sfondo è anonimo, di solito un terrapieno o un mucchio di sassi.
È la stessa scena che si è presentata il 6 giugno scorso agli occhi di quei pochi che hanno assistito all’esecuzione di tre uomini a Dusa Mareb, una città di novemila abitanti, capoluogo della Regione del Galmudug, nella Somalia centrale. Il tribunale militare ha ritenuto i tre colpevoli dell’omicidio del dottor Ahmed Hassan Osman e di suo fratello minore Liban, un insegnante di Corano, nella zona di Ilix, nel dicembre 2023.
I tre giustiziati – Nur Abdi Mohamed, Shucaib Mohamed Farah e Bile Abdullahi Hassan – sono stati condannati a morte il 27 febbraio di quest’anno dopo essere stati giudicati colpevoli del crimine.
Anche loro sono stati legati al palo di legno ficcato nella sabbia. Davanti al plotone d’esecuzione si sono presentati coi vestiti di tutti i giorni, una maglietta rossa da giocatore di calcio e un pareo da mare colorato.
L’obiettivo del governo nel mandarli al patibolo era molto più ambizioso di una semplice resa dei conti. Era il passo necessario di fronte ai crescenti episodi di omicidi per vendetta nella Somalia centrale.
La regione di Galmudug ha una lunga storia di sanguinosi conflitti tribali, spesso alimentati dalla competizione per gli scarsi pascoli e le risorse idriche, vitali per le comunità pastorali nomadi della regione. Sia il governo federale somalo che l’amministrazione regionale di Galmudug hanno più volte esortato le comunità a deporre le armi e hanno persino inviato mediatori per accordi di pace. Sfortunatamente, questi sforzi non hanno ancora prodotto risultati significativi e il governo ha scelto la via militare. Il ciclo di violenza è continuato.
La Somalia ci ricorda drammaticamente che nella tragica teoria di vendette, private e di Stato, Caino non diventa mai costruttore di città e la vita è un grande cimitero dove da infedeli, in un modo o nell’altro, ci finiscono tutti: gli Al-Shabaab nemici giurati, i militari “nostri” alleati, gli assetati d’acqua e gli affamati in terra somala. I mezzi prefigurano sempre i fini. E non può esistere un mondo “buono” e un “modo giusto” in cui si possa costruire la pace, pensando la guerra. La vicenda somala insegna ai “paesi liberi” come non si possa mai edificare il paradiso, pensando l’inferno.

Altre news:
ROMA: 9 GENNAIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL’AMBASCIATA IRANIANA
IRAN - Rapporto sull'11° giorno di proteste
IRAN - Proteste: Hengaw conferma almeno 27 morti in dieci giorni
IRAN - 7 uomini giustiziati in varie prigioni il 6 gennaio
IRAN - Rapporto sul 10° giorno di proteste: 36 morti in 285 manifestazioni
IRAN - Hrana: 2.063 persone giustiziate in Iran nel 2025
IRAN - Mohsen Teymouri giustiziato a Rasht il 6 gennaio
IRAN - Rostam Hariri giustiziato a Semnan il 5 gennaio
IRAN - Amirreza Sarlak giustiziato a Doroud il 5 gennaio
IRAN - Rapporto sul 9° giorno di proteste
USA - Florida. Marcelle Waldon, 42 anni, nero, condannato a morte
IRAN - Karim Asgari e Tayebeh Hekmat giustiziati a Zanjan il 5 gennaio
IRAN - 16 uomini giustiziati il 4 gennaio
IRAN - Hengaw: almeno 17 persone uccise durante la prima settimana di proteste
IRAN - Rapporto sull'8° giorno di proteste
PAKISTAN: DUE CONDANNATI A MORTE PER DUPLICE ‘OMICIDIO D’ONORE’
IRAN - 3 uomini giustiziati a Tabriz il 3 gennaio
IRAN - 3 uomini giustiziati a Shiraz il 3 gennaio
IRAN - Rapporto sul 7° giorno di proteste
IRAN - Arresto di 81 adolescenti a Yasuj e di 200 cittadini a Qom durante le proteste
IRAN - 77 nuovi arresti
USA - Contraddizioni della guerra alla droga
IRAN - Rapporto sul 6° giorno di proteste
TANZANIA - Progetto europeo sul tema LGBTIQ+
IRAN - Rapporto sul 4°giorno di proteste
USA - Oklahoma. Perchè Glossip è ancora in carcere?
IRAN - 29 manifestanti arrestati
IRAN - 3 uomini giustiziati il 1° gennaio
IRAN - Rapporto sul 5° giorno di proteste
2026
gennaio
  2025
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2024
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2023
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2022
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
 
2021
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2020
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2019
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2018
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2017
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2016
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
 
2015
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2014
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2013
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2012
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2011
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2010
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
 
2009
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2008
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2007
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2006
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2005
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
  2004
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
 
Venezia - NtC porta i diritti umani al Festival del Cinema di Venezia
  Convegno a Spoleto  
  IRAN - La moglie di Djalali sollecita più impegno dall’Europa  
  LA VETRINA E IL RETROBOTTEGA DEL NEGOZIO DELL’#ANTIMAFIA  
  ITALIA: DA ‘CULLA’ A ‘TOMBA’ DEL DIRITTO?  
  APPELLO AL GOVERNATORE DELLA CALIFORNIA PER JARVIS JAY MASTERS  
news
-
azioni urgenti
-
banca dati
-
campagne
-
chi siamo
-
area utenti
-
privacy e cookies
-
credits