 |
 |
| IRAN - War day 25 (Hengaw) |
|
IRAN - Rapporto di Hengaw sul 25° giorno di guerra
24 marzo 2026: 24/03/2026 - IRAN. Rapporto di Hengaw sul 25° giorno di guerra
6.530 morti, tra cui 640 civili
Mentre la guerra tra gli Stati Uniti, Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran entra nel suo venticinquesimo giorno, l’Organizzazione per i Diritti Umani Hengaw pubblica il suo settimo rapporto, esprimendo al contempo grave preoccupazione per il crescente numero di vittime civili. Secondo le statistiche confermate dal Centro di statistica e documentazione di Hengaw, alla fine del venticinquesimo giorno di guerra erano state uccise almeno 6.530 persone, tra cui 640 civili, che rappresentano il 9,8% del totale delle vittime, mentre 5.890 erano militari e forze governative iraniane.
Ripartizione delle vittime e ambito geografico degli attacchi Sulla base della documentazione raccolta sul campo da Hengaw, dal 28 febbraio 2026 al 24 marzo 2026, i centri militari e governativi della Repubblica Islamica dell’Iran sono stati presi di mira da attacchi aerei e missilistici israeliani e statunitensi in almeno 186 città distribuite in 26 province dell’Iran. Tra questi obiettivi figuravano basi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), centri Basij, aeroporti militari, siti missilistici, stazioni di polizia, istituzioni giudiziarie, quartier generali dei servizi segreti, caserme dell’esercito e basi delle forze speciali.
Secondo le informazioni raccolte da Hengaw, finora sono stati uccisi almeno 5.890 membri delle forze militari e governative iraniane, la maggior parte dei quali appartenenti all’Aeronautica Militare, al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e all’esercito. Il maggior numero di vittime militari è stato registrato nelle province di Teheran, Kermanshah, Hormozgan, Alborz, Khuzestan, Kurdistan e Sistan e Baluchestan.
Hengaw sottolinea che le istituzioni di sicurezza della Repubblica Islamica hanno adottato una politica di occultamento sistematico riguardo al numero delle vittime. Nei pochi casi in cui sono stati resi noti i dati ufficiali, questi erano significativamente inferiori alla realtà documentata sul campo.
Almeno 640 civili uccisi nei primi 25 giorni di guerra Hengaw conferma che il numero più elevato di vittime civili è stato registrato nelle province di Teheran, Hormozgan, Kermanshah, Fars, Alborz, Ilam, Markazi e Lorestan. Secondo i dati raccolti da Hengaw, finora 640 civili sono stati uccisi in questi attacchi, pari al 9,8% del totale delle vittime. Tra i civili uccisi, Hengaw ha confermato la morte di 130 bambini di età inferiore ai 18 anni e di 173 donne. I media statali e i funzionari iraniani avevano precedentemente affermato che 167 bambini erano stati uccisi in una scuola a Minab. Tuttavia, dopo 25 giorni, sono state identificate solo 58 vittime di quella scuola, tra cui 48 bambini e 10 adulti. Hengaw ha ricevuto numerose segnalazioni secondo cui le forze militari della Repubblica Islamica avrebbero abbandonato le basi ufficiali per dispiegarsi invece in luoghi civili, tra cui scuole, dormitori studenteschi e moschee situati in zone residenziali. Secondo le Convenzioni di Ginevra, ciò costituisce un uso di scudi umani e ha messo in grave pericolo la vita dei civili.
Gravi perdite militari in Kurdistan e continua occultamento delle statistiche Durante i primi 25 giorni di guerra, i raid aerei israeliani e statunitensi hanno preso di mira in modo massiccio obiettivi militari e governativi e, in 35 città delle province di Ilam, Kermanshah, Kurdistan e Azerbaigian occidentale (Urmia), sono state colpite almeno 242 basi militari e centri di sicurezza della Repubblica Islamica. Le indagini di Hengaw mostrano che durante i primi 25 giorni di guerra, almeno 1.510 militari e membri delle forze governative iraniane sono stati uccisi in queste quattro province. In questi attacchi sono stati uccisi anche almeno 98 civili, con il numero più elevato registrato a Urmia, Sanandaj (Sine), Divandarreh, Ivan Gharb, Ilam, Naqadeh, Bukan e Kermanshah. Hengaw aveva già segnalato in precedenza che le istituzioni di sicurezza evitano di annunciare cifre precise sulle vittime militari, specialmente nelle città del Kurdistan, e che, quando le cifre vengono rese note, sono significativamente inferiori ai numeri effettivi. Hengaw sottolinea la necessità di trasparenza nell’annunciare l’identità delle vittime e la protezione delle vite dei civili nei conflitti armati, in conformità con le convenzioni internazionali.
L'appello di Hengaw Facendo riferimento alla Quarta Convenzione di Ginevra sulla protezione dei civili in tempo di guerra, Hengaw afferma che tutte le parti coinvolte nel conflitto sono tenute a operare una distinzione chiara e assoluta tra obiettivi militari e civili. Hengaw invita la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli organismi di monitoraggio dei diritti umani, a esercitare pressioni sulle parti in conflitto e a monitorare da vicino la politica di occultamento della Repubblica Islamica, nonché ad attivare immediatamente meccanismi di protezione per salvaguardare le vite dei civili.
https://hengaw.net/en/reports-and-statistics-1/2026/03/article-12-1 (Fonte: Hengaw)
|