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SINGAPORE: IMPICCATO PER IL TRAFFICO DI 1 KG DI CANNABIS
20 aprile 2026: Un uomo è stato impiccato a Singapore il 16 aprile 2026 per il traffico di 1.009,1 g di cannabis, avvenuto nel luglio 2018. Omar Yacob Bamadhaj, 46 anni, cittadino di Singapore, era stato condannato a morte il 24 febbraio 2021, con sentenza confermata dalla Corte d'Appello il 12 ottobre 2021. Ai sensi della Legge sull'Abuso di Droghe, il reato di importazione di oltre 500 g di cannabis è punibile a Singapore con la pena di morte. La cannabis sequestrata a Omar è sufficiente a soddisfare la dipendenza di circa 144 tossicodipendenti per una settimana, secondo le autorità della citta-stato. Omar aveva affermato di essere stato minacciato dagli agenti e di non conoscere la natura dei pacchi trovati in una borsa nella sua auto, durante un controllo effettuato da un agente di polizia ausiliario al posto di blocco di Woodlands. Il Central Narcotics Bureau (CNB) ha dichiarato in un comunicato del 16 aprile di essere a conoscenza di diverse accuse mosse in relazione al caso di Omar. Omar aveva guidato un'auto dalla Malesia fino al posto di blocco il 12 luglio 2018. Un controllo di routine dell'auto ha portato al ritrovamento di una borsa di sua proprietà. All'interno della borsa sono stati trovati tre pacchi avvolti in carta stagnola, pellicola trasparente e giornale, ha affermato il CNB nel suo comunicato. I pacchi inviati all'Health Sciences Authority per le analisi sono risultati contenere non meno di 1.009,1 grammi di cannabis. Durante il processo, Omar ha affermato di non conoscere la natura dei pacchi trovati nell'auto. Omar inoltre ha dichiarato inoltre che un agente lo aveva minacciato di prenderlo a schiaffi se non avesse confessato di essere il proprietario dei pacchi, e che un altro agente lo aveva minacciato di impiccare sia lui che suo padre se si fosse rifiutato di collaborare. Tuttavia l'Alta Corte ha ritenuto inattendibili le dichiarazioni di Omar. Diversi agenti, presenti al momento della verbalizzazione delle sue deposizioni, hanno fornito resoconti reciprocamente corroboranti, supportati dalle riprese delle telecamere a circuito chiuso. L'Alta Corte ha ritenuto che Omar fosse a conoscenza della natura dei pacchi e che li avesse intenzionalmente introdotti a Singapore. Omar aveva presentato appello contro il verdetto di colpevolezza e la condanna capitale, tuttavia la Corte d'Appello si è mostrata convinta che l'Alta Corte avesse esaminato attentamente le prove, non ravvisando alcun motivo per intervenire sulla decisione dell'Alta Corte. In seguito al rigetto del suo appello, Omar fu coinvolto in quattro istanze post-appello, tutte respinte o risolte. Gli fu quindi comunicata la data della sua esecuzione. Omar ha presentato un'istanza legale per avviare un ricorso contro la decisione della Corte d'Appello ma, come per gli altri ricorsi, anche questo è stato respinto. Anche le sue richieste di grazia al Presidente non hanno avuto successo. (Fonte: Straitstimes, 17/04/2026)
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