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IRAN: QUATTRO ESECUZIONI POLITICHE IN DUE GIORNI, 642 DALL'INIZIO DELL'ANNO. NESSUNO TOCCHI CAINO APPELLA ONU E TAJANI NEL 114° MARTEDÌ DI SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI
31 marzo 2026: Quattro esecuzioni politiche in quarantotto ore. Il regime iraniano ha impiccato il 30 marzo Akbar Daneshvar-Kar (58 anni, ingegnere civile, arrestato nel gennaio 2024) e Mohammad Taghavi (59 anni, ex prigioniero politico degli anni Ottanta, riarrestato nel 2020). Questa mattina, 31 marzo, ha giustiziato Babak Alipour (34 anni, giurista, già quattro anni di carcere tra il 2018 e il 2022) e Pouya Ghobadi (33 anni, ingegnere elettrico, arrestato nel marzo 2024 e detenuto nel carcere di Evin). L'accusa: appartenenza all'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano. Tutti e quattro facevano parte di un gruppo di sei detenuti per i quali la Relatrice Speciale ONU Mai Sato aveva inviato nel settembre 2025 una comunicazione urgente al governo iraniano, chiedendo la sospensione delle condanne a morte e denunciando processi irregolari, confessioni estorte sotto tortura e maltrattamenti sistematici. Quattro nomi che si aggiungono a un elenco che non smette di crescere. Secondo il monitoraggio costante di Nessuno tocchi Caino, dall'inizio del 2026 le esecuzioni in Iran sono già almeno 642: un ritmo di morte che trasforma ogni settimana in un bollettino di guerra contro i propri cittadini. Oggi è anche il 114° martedì consecutivo di sciopero della fame dei detenuti iraniani nell'ambito dell'iniziativa NoExecutions Tuesday: centoquattordici settimane in cui prigionieri politici digiunano come estremo appello alla coscienza internazionale. Un appello che Nessuno tocchi Caino raccoglie e rilancia ogni martedì con il proprio digiuno di solidarietà. «Ogni martedì digiuno insieme ai detenuti iraniani che chiedono basta con la pena di morte» dichiara Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino. «Oggi, nel 114° martedì di questa iniziativa, lo faccio sapendo che stamattina altre due persone sono state impiccate — e che altre due rischiano la stessa sorte. Seicento quarantadue esecuzioni in novanta giorni significa piu di 7 impiccati al giorno!» Si tratta di esecuzioni che avvengono in palese violazione del diritto internazionale e del Patto sui diritti civili e politici di cui l’Iran è parte. Nessuno tocchi Caino ha inviato oggi un appello urgente congiunto all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk e al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani affinchè condannino pubblicamente le esecuzioni e che intensifichino ogni iniziativa per fermare le impiccagioni a partire dalla introduzione di una moratoria delle esecuzioni. Al Ministro Tajani — che ha definito «assolutamente inaccettabile» la repressione del regime e ha portato in sede europea la proposta di nuove sanzioni contro Teheran — l’appello chiede anche la convocazione dell'Ambasciatore iraniano alla Farnesina. Queste esecuzioni rappresentano la prosecuzione di un modello radicato di utilizzo della pena di morte per reprimere le opinioni dissenzienti» ha dichiarato oggi la stessa Relatrice Sato. Nessuno tocchi Caino condivide questa valutazione e chiede che alle parole seguano atti concreti, prima che altri due detenuti dello stesso gruppo vengano uccisi.
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