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IRAN - 33rd day of protests (Hrana)
IRAN - 33rd day of protests (Hrana)
IRAN - Rapporto Hrana sul 33° giorno di proteste: 6.479 morti confermati, 17.091 in fase di accertamento

29 gennaio 2026:

29/01/2026 - IRAN. Rapporto Hrana sul 33° giorno di proteste: 6.479 morti confermati, 17.091 in fase di accertamento

L'UE designa l'IRGC come organizzazione terroristica mentre la repressione persiste
Secondo gli ultimi dati aggregati compilati da HRANA al 33° giorno dall'inizio delle proteste, il numero totale di morti confermate ha raggiunto le 6.479 unità. Di questi, 6.092 erano manifestanti, 118 erano minori di 18 anni, 214 erano forze affiliate al governo e 55 erano civili non manifestanti. Inoltre, 17.091 casi sono ancora in fase di indagine. Il numero di civili feriti è stato riportato a 11.020, insieme a 281 casi di confessioni forzate e 11.027 convocazioni presso le istituzioni di sicurezza. Inoltre, è stato registrato un totale di 660 incidenti legati alle proteste in 203 città di 31 province.
Oggi si sono verificati due sviluppi paralleli. Da un lato, le reazioni e le pressioni esterne, in particolare in Europa, si sono intensificate, con un focus sulla designazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche come organizzazione terroristica e sull'imposizione di sanzioni per i diritti umani. Dall'altro lato, la repressione è continuata a livello nazionale dopo la fase di strada delle proteste, sotto forma di arresti continui, presenza di istituzioni di sicurezza nelle scuole e aumento della pressione nei centri di arresto e nelle strutture mediche.

Designazione dell'IRGC come organizzazione terroristica e pacchetti di sanzioni
Negli ultimi giorni, l'Unione Europea ha esercitato pressioni sull'apparato repressivo iraniano attraverso due strumenti paralleli: l'inserimento del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) nell'elenco delle organizzazioni terroristiche e l'estensione di sanzioni mirate per i diritti umani contro persone ed entità coinvolte nella repressione. Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, ha annunciato che i ministri degli Esteri dell'UE hanno compiuto un passo “decisivo” designando il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche come organizzazione terroristica, sottolineando che la repressione dei manifestanti non rimarrà senza risposta.
Contemporaneamente, l'Unione Europea ha sanzionato 15 persone e 6 entità iraniane per il loro “coinvolgimento o responsabilità nelle violazioni dei diritti umani e nella repressione dei manifestanti”. Secondo HRANA, queste sanzioni includono il congelamento dei beni, il divieto di viaggiare nell'Unione Europea e il divieto di fornire risorse finanziarie o economiche alle persone ed entità elencate.
Tra i casi annunciati ci sono i nomi di diverse figure e istituzioni chiave. Tra questi, Eskandar Momeni (Ministro degli Interni), Mohammad Movahedi Azad (Procuratore Generale) e Iman Afshari (giudice della sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran), che il Consiglio d'Europa ha collegato a ruoli di “repressione violenta delle proteste” e “arresti arbitrari”.
Nei pacchetti di sanzioni supplementari legati alla repressione digitale, l'Organizzazione per la Regolamentazione dei Media Audiovisivi (SATRA), il Centro per l'Esame dei Crimini Organizzati (Centro Seraj) dell'IRGC e il Gruppo di Lavoro per la Determinazione dei Contenuti Criminali sono stati nominati come entità che svolgono un ruolo diretto nel “controllo, censura e soppressione delle comunicazioni e del cyberspazio”.
Gli esperti ritengono che a livello politico queste misure vadano oltre le semplici “sanzioni”. La ridefinizione formale dell'IRGC come attore terroristico in Europa ha implicazioni più ampie: aumenta i rischi di impegno finanziario e legale con le strutture affiliate, rafforza la base giuridica per le iniziative di responsabilità e, allo stesso tempo, aumenta il costo politico della normalizzazione delle relazioni con le istituzioni responsabili della repressione.
Le reazioni indicano che questo processo in Europa è andato oltre una posizione puramente ‘simbolica’ o guidata dai media. Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, ha espresso il suo sostegno alla decisione dell'UE di designare l'IRGC come organizzazione terroristica, definendola “la decisione giusta” e sottolineando la necessità di “rimanere fermi”. Nel frattempo, Hadja Lahbib (Commissario UE) ha fatto riferimento alla decisione di imporre nuove sanzioni alle persone coinvolte nella repressione e ha parlato del sostegno dell'Unione Europea alle indagini e ai meccanismi di accertamento dei fatti sull'uccisione dei manifestanti.

Repressione e arresti
Presenza di agenti di sicurezza nelle scuole e situazione difficile nei centri di arresto di Mashhad.
Nonostante l'attenuazione della fase di strada delle proteste, i rapporti sul campo indicano che gli arresti e i procedimenti giudiziari continuano, e in alcune aree sono stati accompagnati da nuove ondate di arresti di massa. Secondo HRANA, almeno 706 cittadini sono stati arrestati nelle ultime 24 ore nelle città di Dezful, Yazd, Borujen, Borujerd e Nur. Inoltre, la Polizia di Pubblica Sicurezza di FARAJA ha riferito l'arresto di 327 manifestanti a livello nazionale dal 28 dicembre, mentre la Direzione Generale dell'Intelligence della Provincia di Hormozgan ha annunciato l'arresto di 65 cittadini in relazione alle proteste.
Gli arresti individuali da parte delle forze di sicurezza seguono la repressione a livello di strada. HRANA ha riferito dell'arresto e della continua mancanza di informazioni su diverse persone arrestate: Maedeh Dowlatabadi (21 anni) a Urmia, che è detenuta in un centro di arresto di sicurezza; così come Farhad Jangi-Zehi (Minab) e Ehsan Nedaei-Hour (Ramsar), che sono stati arrestati in date diverse e rimangono in custodia.
Allo stesso tempo, sono continuati anche gli arresti di studenti. HRANA ha riferito dell'arresto di Amin Norouzi e Ilya Bakhshaie (due studenti di Yazd), nonché di Yousef Yousefi, studente dell'Università di Tecnologia Kharazmi di Teheran, durante le proteste.
Un indicatore della continuazione della repressione è il trasferimento della pressione della sicurezza nelle scuole. I rapporti indicano che gli agenti di sicurezza sono stati inviati nelle scuole e hanno parlato con gli studenti nel tentativo di imporre la narrazione ufficiale delle proteste. Uno studente di 18 anni di Bandar Abbas ha dichiarato che negli ultimi giorni, gli agenti sono stati inviati nelle scuole e stanno cercando di promuovere il racconto ufficiale del Governo.
Presi insieme, questi dati suggeriscono che la politica di controllo si è spostata dalla “strada” alle università, alle scuole e ai centri di arresto, con l'obiettivo di prevenire il riemergere delle proteste attraverso una pressione sostenuta e la coltivazione di una paura duratura.

Repressione nelle strutture mediche
I rapporti relativi al trattamento dei feriti riflettono più chiaramente l'intensità della pressione e della repressione, dove la ricerca di cure mediche può trasformarsi in un rischio di arresto. Secondo il resoconto di una fonte di Teheran, un gran numero di cittadini con ferite agli occhi causate da pistole a pallini ha cercato di farsi curare in un ospedale specializzato in oftalmologia della città. Dopo la fine delle proteste, i rappresentanti dell'università di scienze mediche e delle istituzioni di sicurezza hanno visitato l'ospedale, hanno estratto i nomi di tutte le persone ricoverate tra l'8 e il 12 gennaio e hanno portato con sé le informazioni.
Il delegato per gli Affari Infermieristici presso il Ministero della Salute iraniano ha affermato che se le persone si fanno curare e forniscono un nome diverso, “nessuno effettua un'ispezione” e che la verifica dell'identità è richiesta solo se si utilizza l'assicurazione, un'affermazione che riconosce effettivamente la presenza della paura e il problema dei controlli dell'identità, anche se non fa riferimento diretto alle forze di sicurezza che entrano negli ospedali. Abbas Abadi, vice del Ministero per gli Affari Infermieristici, ha anche messo in guardia sulle conseguenze di un trattamento ritardato, affermando che il rinvio può portare a infezioni delle ferite e alla necessità di interventi chirurgici complessi.
A livello internazionale, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato che, in mezzo alla repressione diffusa dei manifestanti, ha confermato un attacco a un ospedale in Iran e ha sottolineato la necessità di proteggere le strutture sanitarie e di garantire un accesso senza ostacoli ai servizi medici.
Presi insieme, questi rapporti indicano che anche lo ‘spazio dell'assistenza medica’ è diventato parte dell'arena della sicurezza, dall'estrazione dei nomi dei feriti all'aumento della paura di richiedere cure, fino a molteplici segnalazioni di rapimento o arresto di persone ferite.

Dichiarazione degli insegnanti e uccisione di diversi educatori
Il Consiglio di Coordinamento delle Associazioni Sindacali degli Insegnanti dell'Iran ha dichiarato in un comunicato che, oltre ai riferimenti alle crescenti pressioni sulla sicurezza, diversi insegnanti sono stati uccisi durante le proteste: Kamran Akbari, Karamali A'laei e Reza Karimi-Far (Ansari-Far).

Statistiche
- Totale luoghi/incidenti di protesta nelle città: 660;
- Numero di città: 203;
- Numero di province: 31;
- Civili feriti: 11,020;
- Minori, adolescenti e studenti arrestati: 326;
- Studenti arrestati: 70;
- Confessioni forzate: 281;
- Convocazioni: 11,027;
- Totale manifestanti uccisi: 6,092;
- Compresi i minori: 118;
- Forze militari/associate al governo: 214;
- Civili non manifestanti: 55;
- Totale morti: 6.479;
- Casi in esame: 17.091 casi.

Sintesi
Il 33° giorno delle proteste è stato caratterizzato dalla continuazione della repressione post-crackdown, compresi gli arresti in corso, l'aumento della presenza della sicurezza nelle scuole e la pressione sostenuta sui centri di arresto e sulle strutture mediche. Allo stesso tempo, gli sviluppi internazionali, in particolare la designazione dell'IRGC come organizzazione terroristica e l'imposizione di sanzioni europee mirate, sottolineano che il dossier della repressione rimane attivo e sta entrando in una fase di intensificazione della pressione diplomatica e sui diritti umani.

https://www.en-hrana.org/day-33-of-protests-eu-designates-irgc-as-a-terrorist-organization-as-repression-persists/

(Fonte: Hrana)

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